Quick Find
 
Use keywords to find the product you are looking for.
Advanced Search
   Categories
  Autumn-Winter 09/10 (11)
  Autumn/Winter (81)
  Peppery (6)
  Accessori (17)
Specials
Newest Products
Goto...
   What's New?  more
 CUBE
CUBE
$34.43

---------
 STRIPES
STRIPES
$36.88

---------
 LUSSEMBURGO
LUSSEMBURGO
$34.75

---------
 STAR
STAR
$34.35

---------
 ABITO PARTY
ABITO PARTY
$109.77

---------
 ABITO BELVEDERE
ABITO BELVEDERE
$78.18

---------
 POLO CORONA IMPERATORE
POLO CORONA IMPERATORE
$51.33

---------
 POLO BIKER
POLO BIKER
$47.38

---------
 FELPA MONTE BIANCO
FELPA MONTE BIANCO
$55.28

---------
 EVEREST SWEAT
EVEREST SWEAT
$43.43

---------
 MARYLAND
MARYLAND
$67.12

---------
 AVIGNONE
AVIGNONE
$38.30

---------
 BARCELLONA
BARCELLONA
$64.76

---------
 MOHAIR
MOHAIR
$19.11

---------
 LAUSENNE
LAUSENNE
$43.59

---------
 LA ROCHELLE LUX
LA ROCHELLE LUX
$70.28

---------
 BUXTON
BUXTON
$53.07

---------
 MAGLIA GIROGOLA
MAGLIA GIROGOLA
$39.80

---------
 DALLAS
DALLAS
$39.80

---------
 VITTORIO
VITTORIO
$47.78

---------
 VIRGILIO
VIRGILIO
$47.78

---------
 RYAN
RYAN
$47.78

---------
 SAO PAULO
SAO PAULO
$47.78

---------
 MANHATTAN
MANHATTAN
$47.78

---------
 AHLEN
AHLEN
$63.81

---------
   Information
Faq
Security & Privacy
Contact Us

388 6511677 (Cell)
0833 862532 (Tel/Fax)
   Informations
-Where we are...
- Video Promo
-Le garanzie del Marchio Fiducia
-Come acquistare senza errori
-Come registrarsi senza errori
-Our machine park
-Our machine park
-How wash the wool
Recipes of Salento
- Salento in 7 photo
- Other 8 photos
-Link and banner
---Fiche siccate (fichi secchi)--
                                                                                    “Fiche siccate”
                                                                                       (fiche secchi)
Un tempo, quando ferie e vacanze non erano ancora una conquista sociale, l’estate si identificava con l’albero di fichi. Senza di esso non era una vera estate. La sua chioma compariva ovunque all’improvviso, tra i mandorli, gli ulivi, i bassi vigneti oppure si appoggiava ai muri sbrecciati di vecchie case e le seppelliva con le sue foglie. In quell’ intrico vegetale spuntavano i frutti, teneri, sontuosi, carnosi  quasi creati per suscitare il desiderio. Il fico era il frutto di tutto l’anno: d’estate fresco e succoso, d’inverso essiccato. La tecnica della conservazione c’è stata tramandata dagli Arabi dodici secoli fa ed era un felice connubio tra il lavoro dell’uomo e quello del sole. Si ottenevano così le “fiche siccate” ( fichi secchi). Dopo la raccolta, iniziava l’opera delle donne: con le dita fasciate per evitare danni del lattice e con un coltello dalla lama larga, tagliavano a metà ciascun frutto, senza però senza dividerlo del tutto in due. I fichi spaccati venivano adagiati sui “canizzi” ( graticci di canne), stando bene attenti ad esporre la parte interna, quella tagliata, al sole.
Era infatti il sole che a questo punto entrava in gioco. Sottoposti per giorni e giorni ai raggi caldi, i frutti si rivestivano di una patina bianca dolcissima e si essiccavano senza perdere i loro umori mielati e la loro morbidezza. Alla fine dell’estate, quando il processo di essiccamento era al punto giusto, i fichi venivano infornati per evitare che si bacassero e per garantire la conservazione. Da quel momento iniziava il loro trionfo.
Ad uno ad uno venivano farciti con mandorle, pezzi di cioccolato,gherigli di noci, poi si congiungevano le due metà e si lasciava cadere una pioggia di “anisini”, microscopici confettini multicolori che davano ai fichi i colori dell’arcobaleno. Venivano riposti nelle grandi “capase” (recipienti di creta), adagiati a strati con foglie di alloro ed ogni strato veniva premuto con forza in modo che il successivo aderisse perfettamente al precedente. Nella “capasa” la massa dei fichi risultava così compatta che quando li si voleva staccare per mangiarli c’era bisogno di uno speciale arnese, “lu scoddhafiche” (lo stacca-fiche) che era una sorta di rudimentale leva.
Lungo l’inverno si consumavano i fichi che non erano stati farciti e che erano stati riposti nelle “capase” solo essiccati, infornati e spolverati con un po’ di cannella. I fichi “nobili”, quelli con la mandorla, il pezzetto di cioccolato e il gheriglio di noci erano riservati soprattutto per il Natale quando occupavano il  posto d’onore nella tavola della festa.
                                                                                    “Fiche siccate”
                                                                                       (fiche secchi)
Un tempo, quando ferie e vacanze non erano ancora una conquista sociale, l’estate si identificava con l’albero di fichi. Senza di esso non era una vera estate. La sua chioma compariva ovunque all’improvviso, tra i mandorli, gli ulivi, i bassi vigneti oppure si appoggiava ai muri sbrecciati di vecchie case e le seppelliva con le sue foglie. In quell’ intrico vegetale spuntavano i frutti, teneri, sontuosi, carnosi  quasi creati per suscitare il desiderio. Il fico era il frutto di tutto l’anno: d’estate fresco e succoso, d’inverso essiccato. La tecnica della conservazione c’è stata tramandata dagli Arabi dodici secoli fa ed era un felice connubio tra il lavoro dell’uomo e quello del sole. Si ottenevano così le “fiche siccate” ( fichi secchi). Dopo la raccolta, iniziava l’opera delle donne: con le dita fasciate per evitare danni del lattice e con un coltello dalla lama larga, tagliavano a metà ciascun frutto, senza però senza dividerlo del tutto in due. I fichi spaccati venivano adagiati sui “canizzi” ( graticci di canne), stando bene attenti ad esporre la parte interna, quella tagliata, al sole.
Era infatti il sole che a questo punto entrava in gioco. Sottoposti per giorni e giorni ai raggi caldi, i frutti si rivestivano di una patina bianca dolcissima e si essiccavano senza perdere i loro umori mielati e la loro morbidezza. Alla fine dell’estate, quando il processo di essiccamento era al punto giusto, i fichi venivano infornati per evitare che si bacassero e per garantire la conservazione. Da quel momento iniziava il loro trionfo.
Ad uno ad uno venivano farciti con mandorle, pezzi di cioccolato,gherigli di noci, poi si congiungevano le due metà e si lasciava cadere una pioggia di “anisini”, microscopici confettini multicolori che davano ai fichi i colori dell’arcobaleno. Venivano riposti nelle grandi “capase” (recipienti di creta), adagiati a strati con foglie di alloro ed ogni strato veniva premuto con forza in modo che il successivo aderisse perfettamente al precedente. Nella “capasa” la massa dei fichi risultava così compatta che quando li si voleva staccare per mangiarli c’era bisogno di uno speciale arnese, “lu scoddhafiche” (lo stacca-fiche) che era una sorta di rudimentale leva.
Lungo l’inverno si consumavano i fichi che non erano stati farciti e che erano stati riposti nelle “capase” solo essiccati, infornati e spolverati con un po’ di cannella. I fichi “nobili”, quelli con la mandorla, il pezzetto di cioccolato e il gheriglio di noci erano riservati soprattutto per il Natale quando occupavano il  posto d’onore nella tavola della festa.
   Continue
Progetto Fiducia

Come AcquistareContattaci

   Shopping Cart  more
0 items
   Bestsellers
01.MILAN
02.CARDIGAN C/ZIP
03.POLO NECK IN RISE STITCH
   Reviews  more
There are currently no product reviews
   Languages
 Italian  English  Deutsch  Espaņol
   Currencies

© 2006 - ELLE CREAZIONI sas via O. Del Balzo, 22 - 73044 Galatone (Le) - P.iva 03866630753 REA LECCE n. 250915